Chirurgia estetica? L’aspetto fondamentale è quello psicologico

Negli ultimi giorni, avete avuto sicuramente modo di leggere qualche mio intervento sui social network in merito ai valori fondamentali della mia vita che sono sempre stati la mia spina dorsale: amore per il prossimo, comprensione, compassione, compatire nel senso di partecipare, ed umanità. Su questi principi, ho improntato la mia professione di chirurgo plastico e su questi, ho basato il mio approccio ai pazienti che si rivolgono a me per sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica.

E’ giusto ricordare che, sono pazienti fisicamente sani e che, se si rivolgono ad un chirurgo plastico, vuol dire che hanno qualche fragilità legata ad un difetto fisico che loro individuano come blocco caratteriale verso il prossimo. Parlo in particolare di giovani con piccoli o grandi difetti fisici: un naso un po’ pronunciato, un seno molto piccolo od eccessivamente grande ad esempio.

Insomma, tutti quei difetti che ostruiscono al loro carattere di esprimersi al meglio nel mondo e che gli complicano la comunicazione con il prossimo. Questi, sono pazienti che vanno accolti innanzitutto con umanità psicologia e dedizione in quanto si aspettano da te, oltre che il lato tecnico della professione anche delle parole, che diano loro conforto e infondano più sicurezza.

Optare per un intervenuto senza una dovuta analisi psicologica, vorrebbe dire tradire due volte la loro fiducia, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Soprattutto sotto questo aspetto, un paziente non sostenuto in maniera giusta, potrebbe cadere in depressione e perdere ancora di più fiducia verso il prossimo.

Dunque, un medico , un chirurgo deve secondo me rispettare una regola fondamentale prima di tutto: non deve mai tradire l’ animo del paziente.

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